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Le slitte degli Inuit

Storia e descrizione

Gli Inuit sono un popolo di circa 160 mila persone di origine siberiana che abitano le regioni costiere artiche di Alaska, Canada, Groenlandia e Russia, organizzati in villaggi di 200-300 persone.

Vivono tradizionalmente di pesca e caccia di foche, trichechi e balene e sono di religione animista, credono cioè negli spiriti racchiusi negli animali e nei fenomeni naturali ed i loro sciamani sono spesso donne.

Gli Inuit, in passato, fabbricavano le slitte con il legno delle navi affondate, le ossa, le corna di caribù, i tendini animali e tutti i materiali che potevano essere utilizzati.

Molte tecniche ingegnose erano usate per ridurre la frizione dei pattini sulla neve e l'osso di balena immerso nell'acqua, al fine di ricoprirlo di uno strato di ghiaccio, si rivelò un materiale ideale.

Quando l'osso di balena non era disponibile, gli Inuit  ricorrevano al pesce congelato legato in modo da formare dei pattini ai quali fissavano pesci che fungevano da traverse.

Per ricoprire le suole dei pattini  gli Inuit utilizzavano anche uno strato di fango amalgamato a piccoli pesci e questo impasto, solidamente congelato, veniva lisciato con una pialla e, in caso di emergenza, poteva essere scongelato e adoperato come cibo per i cani ed, in casi ancor più estremi, anche come  nutrimento  per gli uomini.

Uno spesso strato di fango, ripulito da ogni elemento abrasivo e scaldato alla giusta temperatura veniva steso sui pattini delle slitte e poi piallato per formare una superficie liscia.

I pattini venivano poi cosparsi di acqua che gelava immediatamente formando una superficie completamente liscia e scivolosa.

Nei periodi di freddo intenso, gli Inuit preparavano un impasto di terra  ed urina,  resistente e meno friabile che un impasto costituito di terra ed  acqua.

Nei periodi più caldi invece, grazie alle sue qualità adesive, applicavano ai pattini, prima di bagnarli con acqua, del sangue di foca. 

Le slitte oltre ad essere un mezzo di spostamento veloce sulla neve e sul ghiaccio servivano anche per cacciare: per catturare le foche, i cacciatori procedono sulla slitta nascosti dietro ad un piccolo velo bianco in modo da mimetizzarsi con il  paesaggio.

A trainare queste slitte sono cani eschimesi, talvolta incrociati con lupi.

Si tratta di circa dieci cani in grado di percorrere un centinaio di chilometri e fare a meno di cibo anche per due o tre giorni, che dormono sempre all'aperto e si cibano di pesce essiccato e che, per bere, lappano la neve con la lingua senza nemmeno fermarsi a riposare.

Il cane di testa, scelto per la sua forza e la sua intelligenza, è una guida preziosa perché è capace di  trovare la strada attraverso la banchisa di ghiaccio.